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Perché uso spesso la floriterapia: un'osservazione che attraversa duemila anni

Mi capita spesso di consigliare la floriterapia insieme al resto del mio lavoro, anche quando il motivo della visita è un fastidio fisico. Non è un'aggiunta casuale. C'è una ragione precisa, che affonda le radici in due tradizioni mediche lontanissime tra loro, arrivate però a una conclusione sorprendentemente simile.

Bottiglie di miscele di fiori australiani
Preparazione Fiori Australiani


Il capitolo Ben Shen del Ling Shu

Il Ling Shu è la seconda parte dello Huangdi Neijing, uno dei testi fondativi della medicina cinese classica. Il suo ottavo capitolo si intitola Ben Shen (本神), spesso tradotto come "Radicato nello Spirito".

La frase con cui si apre il capitolo recita, in cinese: 凡刺之法,先必本于神. Tradotta letteralmente: "In ogni metodo di infissione, bisogna prima di tutto radicarsi nello Shen". Il riferimento tecnico è all'agopuntura: prima di trattare un punto, il terapeuta deve considerare lo stato dello Shen del paziente.

Il capitolo prosegue però spiegando qualcosa di più ampio: come le sette emozioni, quando alterano le cinque componenti psichiche della persona (Shen, Hun, Po, Yi, Zhi), possano danneggiare gli organi interni fino a provocare malattia grave. È da questo passaggio che la tradizione, nei secoli successivi, ha tratto la sintesi che oggi si ripete spesso: tutte le malattie hanno origine nello Shen, inteso come l'aspetto psichico ed emotivo della persona.


Edward Bach, per una strada diversa

Edward Bach nacque in Inghilterra nel 1886. Fu medico, poi immunologo e batteriologo, con incarichi di rilievo al University College Hospital e in seguito al London Homeopathic Hospital, dove sviluppò i cosiddetti nosodi, preparati omeopatici ricavati da batteri intestinali.

Nonostante la fama crescente, Bach non era soddisfatto. Curando malati cronici, si convinse che la personalità e lo stato emotivo del paziente contassero quanto, se non più, della diagnosi fisica. Questa convinzione lo portò, tra il 1928 e il 1936, ad abbandonare progressivamente la ricerca sui batteri per dedicarsi allo studio dei fiori, fino a definire i 38 rimedi floreali che oggi portano il suo nome.


Due percorsi, la stessa osservazione

Un testo cinese di duemila anni fa e un medico inglese del primo Novecento non avevano nulla in comune, se non l'osservazione diretta dei propri pazienti. Eppure sono arrivati alla stessa intuizione di fondo: che lo stato emotivo di una persona non è secondario rispetto al corpo, ma parte integrante di come la malattia nasce, si mantiene o si risolve.

Sono pienamente d'accordo con questa convergenza, proprio perché non nasce da una teoria unica tramandata, ma da due osservazioni indipendenti.


Come uso la floriterapia, in pratica

Non sostituisco con questo il resto del mio lavoro. Il terreno personale di ciascuno, le predisposizioni, una condizione clinica già in atto restano fattori a sé, che vanno guardati per quello che sono. Ma per questo motivo consiglio spesso la floriterapia accanto a Shiatsu, Naturopatia e Medicina Tradizionale Cinese: anche solo per evitare che lo stato emotivo del momento aggravi ciò che già c'è, o renda più lento un percorso che altrimenti procederebbe meglio.


Luca


 
 
 

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